La norma UNI 11149 (2019 )unitamente alla norma UNI EN 805 (2002) definiscono criteri su cui basare la progettazione idraulica di sistemi di tubazioni in polietilene per il trasporto di liquidi in pressione. Nello specifico, è utilizzabile per i seguenti campi di utilizzo:
La progettazione idraulica di una rete di condotte in polietilene prevede la determinazione dei diametri nominali (DN) e delle pressioni nominali (PN) dei vari tratti, una volta specificata la loro portata, lunghezza e la quota piezometrica desiderata nei vari punti della rete. Il dimensionamento deve essere in grado di soddisfare la massima portata richiesta lungo ogni linea, bilanciando il rifornimento idrico in funzione della domanda. Schematicamente, il dimensionamento idraulico prende in considerazione diversi elementi, tra i quali:
1. per avere una velocità accettabile, al fine di evitare sovrappressioni e ristagni, è consigliabile che questo parametro si trovi nell’intervallo da 0,5 m/s a 2,5 m/s.
2. se una condotta realizza con tubazioni in PE100 è posta in esercizio ad una temperatura costante (o comunque prevalente) superiore a 20 °C, fino a 40 °C, per quanto riguarda le pressione nominale della stessa è applicabile il prospetto seguente facente riferimento alla norma da EN 12201:
Temperatura [ °C ] |
PN 6 |
PN 10 | PN 12,5 | PN 16 | PN 25 |
|---|---|---|---|---|---|
≤ 20 |
6 |
10 | 12,5 | 16 | 25 |
30 |
5,2 |
8,7 | 10,8 | 13,9 | 21,7 |
40 |
4,4 |
7,4 | 9,2 | 11,8 | 18,5 |
Nel caso in cui devono essere gestiti fluidi con temperature superiori ai 40°C è necessario prevedere l’installazione di tubazioni diverse come: RENO 100 HTS, RENO PP-FIBER, RENO PPR, RENOTHERM PERT.
Dalla velocità di flusso dipendono le perdite di carico connesse al passaggio dell’acqua all’interno della condotta. Per una linea le perdite di carico totali Htot sono date dalla somma delle perdite di carico distribuite H più le perdite di carico localizzate Hi secondo l’equazione seguente:
Calcolo perdite di carico localizzate
Inoltre, nel dimensionamento idraulico di una condotta è necessario considerare le eventuali sovrapressioni e depressioni generate dai possibili transitori considerati con il fenomeno del colpo d’ariete.
Le perdite di carico distribuite H (espresse in m di colonna di acqua) lungo un tratto di condotta possono espresse attraverso la formula seguente:
Calcolo perdite di carico distribuite
Dove:
Considerando una condotta in polietilene, le perdite di carico distribuite possono essere valutate più agevolmente attraverso i grafici seguenti che mettono in relazione la portata (Q) e la velocità (V) del fluido con il diametro interno (Di) della condotta stessa.
Relazione tra diametro interno, portata, velocità del fluido e perdita di carico per acqua a 10 °C e coefficiente di scabrezza 0,01 mm. ( 10mm ≤ Di ≤ 200mm )
Relazione tra diametro interno, portata, velocità del fluido e perdita di carico per acqua a 10 °C e coefficiente di scabrezza 0,05 mm. ( 250mm ≤ Di ≤ 1500mm )
Le perdite di carico localizzate Hi derivanti dal passaggio del flusso attraverso raccordi e valvole sono invece espresse attraverso la formula seguente:
Calcolo perdite di carico localizzate derivanti dal passaggio del fluido attraverso raccordi
Dove:
Alcuni valori del coefficiente ki per le perdite di carico localizzate sono di seguito riportati:
Tipo di raccordo |
ki |
|---|---|
Gomito a 90° |
1.00 |
Gomito a 45° |
0.40 |
Curva a 90° |
0.20 |
Curva a 45° |
0.10 |
T (derivazione) |
1.20 |
Valvole a farfalla aperta |
0.30 |
Valvole a sfera aperta |
5.60 |
Riduzione in allargamento d/D=1/4 |
0.53 |
Riduzione in allargamento d/D=3/4 |
0.13 |
Riduzione in restringimento d/D=1/4 |
0.27 |
Riduzione in restringimento d/D=3/4 |
0.13 |
Nel caso di condotta realizzata con barre di tubo collegate mediante saldatura ad elementi termici per contatto, i cordoli interni che si formano determinano una perdita di carico poco significativa. Essa può essere considerata incrementando del 15% la relativa perdita di carico.
Le improvvise variazioni di portata, originate ad esempio da apertura/chiusura di valvole o accensione/spegnimento di pompe, possono provocare il fenomeno del colpo d’ariete, con la conseguente variazione nel tempo lungo la condotta di pressione e velocità. In questo caso, la sovrappressione è data dalla seguente formula:
Calcolo sovrapressione
Dove
Le norme tecniche contenute nel D.M. LL. PP. del 12/12/85 stabiliscono un limite per la massima sovrappressione dovuta al colpo d’ariete in funzione della pressione idrostatica all’interno della condotta. (nel caso di valori maggiori sono necessari dispositivi di attenuazione).
Pressione del fluido (bar) |
Sovrapressione massima (bar) |
|---|---|
≤ 6 |
3 |
6 ÷ 10 |
3 ÷ 4 |
10 ÷ 20 |
4 ÷ 5 |
20 ÷ 30 |
5 ÷ 6 |
L’entità della sovrappressione per colpo d’ariete per manovre brusche (ΔP o ΔH espresse rispettivamente in bar o m), nel caso di condotte realizzate con PE100 (modulo elastico a breve termine circa 1.000 MPa) può essere dedotta dalla figura seguente, in funzione della velocità del fluido.
Grafico sovrapressione per colpi d'ariete
Una volta stabilite le pressioni e le eventuali sovrappressioni nei rami della rete durante le varie fasi di esercizio è necessario verificare il rispetto delle relazioni seguenti:
a) MDP = MAX(OPs,t) + (colpo d’ariete) < PN
Dove:
Inoltre i componenti scelti devono rispettare le 3 relazioni sotto cosi come definite nel prospetto 2 della UNI EN 805 (2002).
b) PFA ≥ DP
c) PMA ≥ MDP
d) PEA ≥ STP
Dove:

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